
Il veterinario è un uomo posto al servizio dei non uomini, egli ascolta, riflette, agisce.
E’ un medico che sa essere luminare, ma sa fare anche lo sguattero e il carpentiere.
Non ha peli sullo stomaco, sopporta la nausea e il dolore, la fatica e il sonno.
E’ filosofo, psicologo e lungimirante, è autore, lettore, critico.
Il veterinario è sempre studente anche quando gli anni hanno abbassato la sua vista e la schiena non regge più le tante ore in piedi.
Egli parla con chi non ha voce, sa essere amorevole o dal cuore duro, fà tutto il possibile ma non si accanisce.
Il veterinario deve sapere di tutto ciò che non è umano ma deve valutarlo da umano.
Il veterinario è un uomo che ha capito che gli uomini non sono i padroni del mondo.
Sa confortare chi piange, combattere i mali, anche i più subdoli e nascosti. Dare dignità sempre e comunque a chi ha bisogno e non può chiedere aiuto se non con lo sguardo, questo deve fare il veterinario. Perchè deve saper trovare l’anima di chi non ha voce ma dedica la sua vita ad un uomo.
Poichè l’animale non mente mai su ciò che prova, il veterinario dev’essere sincero sempre e comunque, nella salute, nella malattia, nella festa, nel pianto. Ma poichè è un uomo egli sbaglia, fa errori e da questi impara e sempre deve cercare di non ripeterli. Perchè un suo errore si ripercuote sulle creature più innocenti che stanno al mondo.
Qualunque sia il motivo per cui cura una bestia, il veterinario deve combattere il dolore perchè è il suo più grande nemico, infimo, crudele, che non sempre si esprime con lamenti. E’ il dolore che toglie dignità e gli animali ci insegnano come avere dignità in tutte le situazioni. Sta al veterinario lasciare sempre la dignità a disposizione degli animali, questo è il suo più importante compito.